18/05/2010

Capitolo 18 - Rotture

 

18.

Rotture

Non riuscii a rilassarmi come volevo.  A casa trovai Sarah, che mi accolse con un affettuoso abbraccio.

“ Vicky, da quando c’è in giro Chris non ti si vede più!”.

Era vero, non sapevo nemmeno dire da quanto tempo non la incrociassi, mi sembrava un’eternità. Il senso del tempo era scomparso, ero un burattino in preda agli eventi. Mi sentivo come una girandola, che ruotava al cambiare dei venti, venti freddi, ululanti, alternati a dolci tepori che mi riscaldavano. Giravo, giravo e non riuscivo a capire quale vento mi stesse realmente spingendo. Chi stava giocando con me? Il vento dell’est? Il caldo vento proveniente dal verde entroterra?

Giravo, voltavo, ondulavo senza pace, senza la facoltà di capire.

“Hai ragione, sono stata un po’..” sorrisi “..presa” .

“Diciamo che tuo fratello se l’è strapazzata ben bene” rise mia sorella maliziosa.

“Karin.. tu sei…”.

“Calme ragazze, dai” Sarah allungò un braccio tra di noi. “Noi stasera andiamo a giocare a bowling con qualche amico, vuoi aggregarti?”.

Avrei voluto volentieri. Odiavo il bowling, ma avrei desiderato fare qualunque cosa, pur di non incontrar Eiichi. Nulla mi obbligava in fondo, bastava avere un po’ più fiducia in Chris.

“Io…” non riuscii a finire. Sì, sì, voglio venire. Volevo gridarlo, abbracciare Sarah per la possibilità che mi stava offrendo. Un po’ più fiducia in Chris… No, non era più possibile. Non gli credevo più.

“Non posso stasera, ho promesso a Paul che lo avrei aiutato”. Avrei preferito non dover mentire, ma non volevo attirare domande inutili.

“Allora magari passiamo a salutarti dopo, così magari riesco anche a rivedere Chris, che immagino, sarà lì con te”.

“Chris? No, lui non credo che verrà”. Dissi abbassano lo sguardo “E poi, andate a divertirvi un po’, non ha senso che veniate da Farrington, quando si fa qualcosa di diverso tanto vale sperimentare, invece che tornare nei soliti posti”.

Sarah mi sembrò perplessa. Mi guardava e sembrava turbata: era come se volesse dirmi qualcosa, ma non sapeva decidere se fosse opportuno.

“Sputa il rospo” la incitai.

“A cosa ti riferisci?” fece finta di niente.

“Lo so che vuoi dirmi qualcosa” insistetti.

“No, è solo che.. beh, Chris aveva detto che vi sareste visti oggi..”.

Perché aveva mentito a Sarah? Non avevamo preso accordi, non dovevamo uscire. Cosa doveva fare da solo?

“Sì sarà confuso, più tardi lo chiamo per assicurarmi che non si tenga inutilmente libero per me” sorrisi come se fosse tutto a posto. Ormai potevano darmi un Oscar come miglior attrice protagonista per quanto ero diventata brava a fingere.

Sarah si tranquillizzò e riprese a sorridere come sempre. Era di una bellezza spiazzante, i suoi lineamenti richiamavano i dolcissimi tratti del viso di Chris. Anche gli occhi erano della stessa intensità.

“Noi usciamo tra qualche ora, resti a farci compagnia? Abbiamo comprato dei biscotti buonissimi”.

“Grazie Sarah, ma se non vi dispiace, preferisco andare a riposarmi un pochino, stasera credo che mi stancherò molto”.

“Certo, tranquilla, buon riposo”.

Corsi in camera, volevo dimenticarmi di tutto, ma il mio rifugio era stato contaminato. Mi buttai sul letto e chiusi gli occhi, cercando di spegnere il cervello per qualche minuto. Non mi fu possibile, ero troppo tormentata: cosa doveva fare Chris quella sera? Perché dire che usciva con me? Qualunque cosa dovesse fare poteva dirla tranquillamente, non aveva più quindici anni, non gli serviva un alibi. Poteva anche solo dire che sarebbe rimasto a casa. Presi il cellulare e cercai il suo numero nella rubrica. Rimasi qualche secondo con il pollice sul pulsante verde, indecisa se premerlo oppure no. Che cosa potevo dirgli? “Sarah mi ha detto che stasera pensavi di uscire con me, ma io non ci sono”. E poi? Mi avrebbe senza dubbio chiesto che programmi avessi. Forse la soluzione più aggressiva lo avrebbe spiazzato: “Perché dici a tua sorella che esci con me quando non è vero? Cos’hai da nascondere?”. Non se lo meritava, o almeno, non avevo prove che se lo meritasse. Lui non era il carnefice, ma la vittima. Se veramente avesse deciso di uscire con me? Che cosa potevo fare? Avevo mentito anch’io a Sarah e nel caso l’avesse vista o sentita, sarebbe potuto venire a cercarmi da Farrington. C’era una sola soluzione!

Cancellai il nome di Chris e composi a memoria il numero. Il telefono squillava libero.

“Vicky” rispose la sua voce squillante e dolce.

“Ciao, spero di non disturbarti”.

“Lo sai che non mi disturbi, è solo che… è passato talmente tanto tempo dall’ultima volta che mi hai telefonato”.

“Lo so, mi dispiace, dico davvero!”.

“Oggi mi sei sembrata molto turbata, sei nei guai? Posso aiutarti?”.

“Diciamo di sì… a entrambe..”.

“dimmi cosa posso fare per te” rispose premuroso come al solito.

“Paul, mi sento un verme a cercar..”.

“Vicky, dimmi tutto, davvero, capisco che a volte sia normale allontanarsi un pochino, ma se posso aiutarti, ci sono sempre, non importa cosa accada”.

Ero completamente spiazzata. Come poteva perdonarmi sempre? Perché era sempre così dannatamente disponibile e gentile? Che cosa avevo fatto per meritarmelo? Era un ragazzo meraviglioso, mi indirizzava sempre, mi supportava sempre ed io invece gli avevo voltato le spalle in modo vile, quasi dimenticandomi di lui.

“Tutto bene? Mi stai facendo preoccupare con questo silenzio. Vicky ci sei?”:

“Sì, scusami” quasi sussurrai, quasi mi vergognassi a parlargli.

“Sarebbe un problema coprirmi stasera?” gli chiesi con un filo di voce.

“A chi devo dire che sei stata qui?”

Rimasi in silenzio nuovamente. Non era giusto, non potevo metterlo nella condizione di coprire le mie menzogne, il mio complotto. Non era giusto mentire anche a lui, ma non potevo evitare, questa volta ero io a dover nascondere la verità.

“Chris, vero? Vicky, non mi fa piacere dire buie, ma non è un problema, lo farò, ma solo se mi dici cosa combini? C’è di mezzo qualche altro ragazzo?” la sua domanda era priva di malizia. Non si stava informando sui rivali, era sinceramente preoccupato.

“Se ti dico di sì, ti basta?” in fondo così non stavo mentendo, Eiichi era, più o meno, un altro ragazzo”.

“Se rispondo di no, cambia qualcosa?” ribatté rassegnato.

“No, credo proprio di no”. Risposi dolcemente ma risoluta.

“Allora credo proprio che mi basti” rispose con rinnovata allegria. “Fino a che ora sei stata qui?”.

“Fino a cinque minuti prima di qualunque ora possa essere”.

“Va bene, poi ti mando un messaggio per dirti che ora era, almeno la tua storia sarà coerente”.

“Paul” bisbigliai nuovamente.

“Sì?” rispose nuovamente con voce giocosa.

“Sei un tesoro”.

“Lo so. Ora non preoccuparti e fai quel che devi, ma ti raccomando, fai attenzione: se non mi dici che combini non potrò essere lì per aiutarti”.

“Lo so, stai già facendo molto e… cercherò di essere prudente”.

“Lo spero davvero, ti voglio troppo bene. Ma se non sapessi che stai facendo la cosa giusta, non ti permetterei di cacciarti nei guai”.

“Come sai che è la cosa giusta?”.

“Me lo sento! La mia Vicky fa sempre la cosa giusta” e con una risatina riappese.

Non capivo cosa intendesse: come poteva sapere che stavo per “combinare qualcosa”? Forse credeva che stessi per uscire con un altro ragazzo, forse sperava che il mio affetto per Chris non fosse più abbastanza profondo. Però perché non tornare all’attacco?

Decisi di non pensarci troppo, non avrei potuto fare molto per lui, se non peggiorare la situazione.

Decisi di riprendere a leggere un po’. Presi il libro sul comodino ma cercando l’orecchietta che avevo lasciato, mi scivolò dalla mano. Andava tutto storto. Mi rialzai di scatto con il busto e mi sentii molto pesante, la testa girava. Mi sdraiai nuovamente e pigramente allungai il braccio verso il pavimento alla ricerca del libro. Sentii la copertina piegata tra le mie dita. Odiavo rovinare i libri, provavo troppo rispetto per maltrattarli. Presi la copertina tra le mani e cercai di lisciarla, benché la piega enorme che si era creata non sembrasse volersi attenuare. Guardai quindi l’interno, per capire se c’erano ancora speranze di ridargli un aspetto guardabile. Ma più che la crepa che indicava imminente rottura, fu una scritta a cogliere la mia attenzione.

Perché Chris ed Eiichi sono diventati umani? Perché nello stesso momento?

Ecco da cosa dovevo iniziare.  Eiichi mi avrebbe raccontato tutto, non gli avrei lasciato scelte.

Mi aspettava una serata difficile, molto più di quanto avessi solo potuto sospettare, ma ero carica, ero pronta ad affrontare la verità, qualunque essa potesse essere. Basta bugie, l'era dei misteri sarebbe finita! ..addio realtà, pensai malinconicamente Volevo capire tutto ciò che non era concesso sapere al resto degli umani e ci sarei riuscita, ad ogni costo.

Mi vestii di fretta e decisi di avviarmi verso St. Stephen Park. Sari prima passata da Farrington, per non destare sospetti, anzi, avrei chiesto un passaggio a Sarah, non le sarebbe dispiaciuto.

“certo, ti accompagno volentieri ma come pensi di tornare?”

Non ci avevo pensato, ma in ogni caso forse non sarei nemmeno tornata.

“Troverò un passaggio, non preoccuparti. Male che vada prendo un taxi”.

“Se per te va bene, io non ho assolutamente problemi. Sei pronta?”.

“Andiamo!” le sorrisi di gratitudine.

Ovviamente Karin si limitò a sbuffare, evitando le solite scenate per non apparire come una bambina antipatica e capricciosa agli occhi di Sarah.

Mi lasciarono in centro ed erano solo le 8.00: avevo davanti a me ancora un’ora per torturarmi, ma questo era il prezzo da pagare per essere credibile. Decisi di passare da Paul velocemente,sia per ringraziarlo, si per farmi dare un piatto di patatine da smangiucchiare. In realtà non avevo fame, ma mi sentivo debole e avevo bisogno di energia.

Camminai piano, senza affrettarmi, volevo godermi la città, le strade, le luci che iniziavano a brillare nell’ultima luce cobalto del cielo: non sapevo se avrei avuto realmente altre occasioni. Probabilmente mi sbagliavo, Eiichi non aveva veramente motivi di farmi male e di certo non provavo niente per lui, nessun sentimento che mi avrebbe messa a rischio in sua presenza. Eppure avevo paura.

Mentre ero presa a contemplare la città e piccoli negozietti di nuova apertura, notai un locale che era stato aperto da poco ad un passo da Temple Bar. Il muro era verde e la porta d’ingresso a vetri aveva infissi gialli, come tutte le finestre che facevano trasparire una luce calda, uno sfondo perfetto per le mattonelle grezze di rosso sbiadito. Mi sentii improvvisamente attratta e appoggiai un piede sul gradino d’ingresso: perché non provare un nuovo locale una volta tanto. Stavo per aprire la porta quando un gruppetto di ragazzi già fin troppo allegri uscì improvvisamente spingendomi all’indietro e facendomi cadere a terra.

“Scusi signora” si girò uno di loro mentre gli altri mi fissavano ridacchiando. Mi tese la mano in aiuto, ma ero furibonda. Signora? Come si permetteva, avrò avuto al massimo tre anni più di lui. Sembravo così vecchia?

“Si è fatta male?” chiese lui insistendo gentilmente.

“No, non è niente credo” mi toccai la caviglia per verificare che, nonostante il dolore pulsante, non si fosse rotta. Fortunatamente sembrava muoversi.

Appoggiai la mano sinistra a terra per scaricare un po’ di peso, la caviglia faceva troppo male per appoggiarmi, ma in quel momento mi accorsi che oltre al dolore della caviglia e del sedere, anche il polso pulsava e con il peso sentii un dolore indescrivibile. Forse non era tutto a posto come immaginavo.

No, non potevo, non adesso. Non importava se le lacrime mi solcavano il volto per il dolore, non avrei ceduto, non potevo rinunciare alla mia missione.

Quasi rotolando, riuscii a rialzarmi goffamente e fui colpita dalla mia immagine riflessa nella vetrata. Aveva ragione quel ragazzo, sembravo molto più grande della mia età: ero stanca, sconvolta, quasi come se negli ultimi giorni mi avessero risucchiato alcuni anni. Avevo delle occhiaie scure e gonfie che rimpicciolivano visibilmente i miei occhi. I capelli erano arruffati. Ero uno straccio.

“Oggi pomeriggio avevi un aspetto notevolmente migliore! Il polso ti fa male?”

Lo stavo sorreggendo con la mano destra, con una presa stretta. Riguardai ancora una volta la smorfia di dolore del mio viso, prima di girarmi per capire di chi fosse quella voce a me non familiare.

Mi voltai verso l’ingresso del locale, e vidi sulla soglia, un bellissimo ragazzo dai capelli rossicci. I suoi occhi erano blu quasi come il cielo sopra di noi, la sua polo rossa a maniche lunghe risaltava le larghe spalle e i pettorali lievemente scolpiti e i suoi jeans scoloriti cingevano le sue lunghe gambe.

Dovetti pensare per qualche minuto, prima di riconoscere il ragazzo in kilt che avevo incontrato  nell’autobus.

“Ancora tu?” esclamai con un misto di sorpresa e ingiustificata scortesia.

“Mi dispiace di averti disturbata” mi fissò titubante negli occhi. “Posso vedere?” continuò spostando lo sguardo sul mio polso.

“Non è niente” risposi istintiva. Non riuscivo a smettere di fissarlo: era così diverso da quel pomeriggio, la sua espressione ora si era addolcita in un sorriso, che risaltava i suoi occhi vivi ed espressivi. Mi ricordai dell’assurdo pensiero che avevo avuto quel pomeriggio, mi ero sicuramente sbagliata. Non lo avevo mai visto, quei lineamenti erano totalmente estranei, benché potessi sentire una qualche connessione particolarmente profonda. Ne ero affascinata.

“Ti prego, insisto, prometto che poi ti lascio in pace”.

“No!” esclamai istintivamente e in modo secco.

Lui s’irrigidì.

“No, volevo dire…” sentii la pelle del mio viso bruciare e abbassai lo sguardo sulle sue scarpe nere e lucide “Volevo dire che non devi lasciarmi in pace”.

Sorrise e tesela sua mano verso di me, attendendo paziente e delicato che a mia volta gli mostrassi il mio polso gonfio.

“Ma ne capisci qualcosa almeno?” cercai di ridere per risollevare l’atmosfera.

“Me la cavo” sorrise.

Con un dito leggero e delicato iniziò ad accarezzarmi l’indice e poi lento risalì attraverso il dorso dolente, fino ad arrivare a sfiorare il mio polso. Sentii una fitta fortissima e istintivamente cercai di ritrarre la mano, ma velocemente mi afferrò il braccio.

“Prometto che non te ne pentirai”.

Rilassai il muscolo del braccio e lo osservai mentre concentrato mi sfiorava il polso.

“Ora devo tirare un pochino e potrebbe farti parecchio male. Sei pronta?”

“Posso fidarmi?”

“Sì” rispose cercando il mio sguardo.

“Allora, uno… du”

Sentii improvvisamente le mie ossa tirare. La mia vista si annebbiò qualche istante, ma in pochi secondi il dolore era sparito.

“Cosa sei, una specie di fisioterapista da record?” gli domandai appena riuscii a riprendere fiato. “E poi, non si conta fino a tre?”.

“Sì, ma se avessi aspettato il tre, saresti stata ancora più rigida e l’attesa, in certi casi non aiuta” disse compiaciuto. “Va meglio?” si assicurò subito dopo.

“Sì, non mi fa più male, è strano, avrei giurato che fosse rotto”.

“Ti sei sbagliata, era solo una botta”

“Il dolore è passato troppo improvvisamente!”

“A volte basta rimettere a posto qualche nervo” ribatté pronto.

“Comunque grazie” mi addolcii. Ormai ero inutilmente paranoica.

“Paul”.

Paul? Perché proprio quel nome? Paul, dovevo correre da lui. Ma ormai era probabilmente troppo tardi. Lo guardai dubbiosa e solo allora mi accorsi che mi stava ancora tenendo la mano tra le sue dita sottili.

“Victoria”.

“Ti va di bere …” fece cenno con la testa verso il pub.

“Mi dispiace, sono di fretta, ho un appuntamento”.

“Ah, dovevo immaginarlo”.

“Cosa?”

“Che avevi il ragazzo”.

“No,  io…” mi fermai prima di commettere un errore terribile. “Sì, effettivamente sì, però è stato un piacere conoscerti Paul”.

“Anche per me” attese qualche istante “Magari.. potrei lasciarti il mio numero, così nel caso tu decida se hai il ragazzo o no, o anche solo se vuoi un amico con cui sfogarti puoi chiamarmi”.

Sentii il viso già bollente diventare ancora più rosso.

“E scusa se te lo dico così esplicitamente, ma sembrerebbe che tu ne abbia davvero bisogno ed io sono bravo ad ascoltare”.

Cercai un foglietto nella mia borsa per farmi scrivere il numero, ma senza pensarci troppo decisi invece di scrivergli il mio.

“Mi sembra che tu abbia un ottimo tempismo nel trovarmi, vediamo quanto sei bravo” lo provocai.

“Non potevi fare scelta migliore” rispose sicuro di sé.

Guardai l’ora ed erano già le 8.40.

“Devo scappare Paul”

“A presto” disse dandomi un bacio sulla guancia e rientrando nel locale.

Senza voltarmi imboccai i viottoli della city per raggiungere il parco in tempo. Appena ebbi svoltato l’angolo, mi pentii della mia scelta: non avrei dovuto dare il mio numero a uno sconosciuto. Ma non era quello che veramente mi turbava: non avrei dovuto rifiutare il suo numero. Mi sentivo quasi come se avessi potuto aver bisogno di lui. In qualche modo sentivo un’insana e prematura dipendenza da Paul.

Ormai mi sentivo manovrata da un bizzarro destino, che si stava divertendo con me. In cuor mio, o meglio nella zona più pulsionale e irrazionale del mio cervello, sapevo che l’avrei risentito presto e che quegli incontri non erano stati per nulla casuali. Come sospettavo che anche quel nome non fosse casuale: in fondo, quel pomeriggio, senza suggerimento alcuno, non avevo forse pensato a Paul, mentre guardavo quello strano individuo negli occhi?

Commenti

Che lunga attesa! Mamma mia, questa volta ci hai davvero fatto penare!
è davvero avvincete e ho anche l'impressione che sia particolarmente curato questo capitolo. Mi piace davvero molto. Ma questo Paul?
Ricordati che hai promesso di non farci aspettare troppo!
Complimenti di nuovo!

Mara

Scritto da: Mara78 | 19/05/2010

rieccoci! wow!! valeva la pena aspettare!!:D...bravissima..ma ehm..ora chi è questo Paul?????..vedremo..comunque per il titolo "emozioni letali" mi piace! vediamo se andando avanti è adatto..ma se già tu che conosci la fine dici che andrebbe bene allora ok xD!
a presto spero :)!

kisses

Scritto da: bebbe | 19/05/2010

la lunga attesa è stata davvero ripagata!! credo sia uno dei capitoli + importanti scritti fino ad ora e soprattutto è davvero scritto bene!! ma ora?? chi è questo Paul?! nn vedo l'ora di legge il 19...spero k l'attesa non sia molto lunga ank se ne varrà di certo la pena!! sono dello stesso parere di bebe: il titolo mi piace!!
complimenti come sempre! un bacione
nikki

Scritto da: nikki | 19/05/2010

erano giorni che mi sentivo attratta dal tuo blog irrazionalmente e poi oggi trovo l'email...che combinazione!!
cmq devo dire che questa storia si fa sempre più intrigante...questi nuovi personaggi che compaiono così proprio quando sembra che tutto si sistemi....io sto iniziando a farmi un idea su Paul...però niente mi sembra combaciare...ho bisogno di altri indizzi.... cmq non mi fa una bella impressione! che dirti un bellissimo capitolo come sempre, e non vedo l'ora di leggere il prossimo spero il più presto possibile!
kiss

Scritto da: emma | 19/05/2010

Ogni capitolo un emozione spettacolare! Complimenti,non vedo l'ora di leggere il prossimo :D

Scritto da: Giuls | 19/05/2010

Mmmmm... Bho!
Ho letto adesso tutti i capitoli... e... ma quanto è durata l' attesa??
E poi io mi sono persa... non ci sto capendo niente!! Sono un po' sconnessi come capitoli... e poi la scrittura è un po' scontata... Però l' idea è carina...
Spero di non essere sembrata una precisina... ma mia mamma è editrice, quindi leggo molte cazzate... e son diventata peggio di Sgarbi in quanto a critica negativa!!
Bacio

Scritto da: NaNaHH | 19/05/2010

Nanahh, ben accetta la critica, ancor più accetta se la fai diventare costruttiva con qualche consiglio.

Grazie

Scritto da: giorjazz | 19/05/2010

Ho letto solo ora il capitolo e devo dire che sono più confusa di prima!! Ovviamnete sono portata a pensare ceh anche Paul non sia quello che sembra, ma non voglio buttarmi in congetture affrettate e, probabilmente, errate.
Scrivi in maniera molto scorrevole, è sempre un piacere leggerti. Un abbraccio
Nicoletta

Scritto da: nicoletta | 29/05/2010

Scusate se metto il mio commento solo adesso, ma con la fine della scuola e gli esami non ho avuto molto tempo per navigare su Internet.
devo dire che anch'io come nicoletta sono più confusa di prima, la storia si fa sempre più intrigante ma dai poche risposte. comunque la storia è davvero bella e ti prego di continuare, adoro il tuo stile.
ciao
Batty

Scritto da: Batty | 11/06/2010

per me è chiarissimo, non sono per niente confusa! ti prego continuare, la tua storia mi piace in sacco!!!

Scritto da: giogiuy | 11/06/2010

io penso ke sia davvero bello e ke dovresti finirlo e pubblicarlo!!!!!io lo comprerei.....:)!!!!spero ke pubblicherai presto il continuo!!!bacini!!!

Scritto da: marty | 13/07/2010

il tuo libro è davvero bello, e mi ha preso molto, ma ti prego finiscilo!! sto impazzendo!!!!!
spero che tu non ti sia arresa!!!
love

Scritto da: giogiuy | 19/07/2010

Ciao!
spero che tutte stiate passando una bella...
anzi, bellissima estate!
Non vedo l'ora di leggere il 19° capitolo che -confesso- aspetto con ansia da un pò di tempo.
Buone vacanze...
Batty =)

Scritto da: Batty | 12/08/2010

é una stori bellissima!!! L'ho letta tutta d'un fiato... secondo me sei bravissima, appena lo pubblicherai, (sono sicurissima che lo farai!! è troppo bello) me lo comprerò hihi... non vedo l'ora k pubblichi il diciannovesimo...lo aspetto con ansia!!
Ho letto anke la tua continuzione di Midnight Sun ma ho deciso di lasciare un solo commento se non ti da fastidio... è fatta benissimo anche quella!! Vorrei essere brava a scrivere come te... Continua a scrivere!!! =D

Scritto da: Crys19 | 21/08/2010

ciaooo sei bravissima...=) pikkolo problema nn riesco a trovare il capito 19 aiutami...la mia mail è tata4ever05@otmail.it...grazie morsettixD

Scritto da: alessietta=) | 22/09/2010

ragazze qst libro e' spettacolare m sn proprio appassionata ma dov'e' il 19esimocapitolo??? l'ha giaa scritto!!! cmq davvero 6 bravissima complmenti!!! VI PREGO RISPONDETE PRESTO!!!

salutoni
kisses

Scritto da: laura!! | 29/09/2010

Problema!! Dov'è il 19esimo capitolo??? Non lo trovo!!!!

Scritto da: chia96 | 11/10/2010

Complimentoni per il libro. Pubblicalo al più presto.
Problem: aspettiamo con ansia il 19°!!!!!!!!!!!!!! Dov'è?

Scritto da: Angela e Milena | 12/10/2010

Stefania!!! siamo due gemelle in preda al panico, datti una mossa a fare il diciannovesimo capitolo per favore! aspettiamo da tantissisissssssssssssimi mesi, quindi quando metterai il diciannovesimo qui te ne saremo grate, molto grate.
se qualcuno legge questo commento, per favore, per passare il tempo ci dite dove possiamo andare alla ricerca di altri libri interessanti come questo???? Ancora Please!!!!!!!
Angela e Milena

Scritto da: Angela e Milena | 19/10/2010

Una piccola curiosità ma il libro non lo continui più??sia ogni tanto vengo a buttarci l'occhio ma e vedo che non si va più avanti....se pensi di non continuarlo più o di prorogare ancore , ti prego fallo sapere, almeno mi rassegno se devo rassegnarmi..

Scritto da: Vale | 16/12/2010

Ciao! Ti ho appena scritto un'email per avere notizie riguardo al tuo racconto ... ad ogni modo vorrei farti tanti complimenti perchè mi piace molto l'idea e la tua scrittura è semplice e lineare ... insomma una lettura piacevole e scorrevole che più va avanti più alimenta la mia voglia di arrivare alla fine ... quindi attendo i prossimi capitoli con tanta impazienza!

Scritto da: Sara | 02/01/2011

quando finisci? non hai pubblicato piu nnt da mesi..=(

Scritto da: crys | 23/01/2011

è un racconto belliximoooo!! spero che pubblichi presto il capitolo 19 ... hai un talento per la scrittura che nn va assolutamente sprecato!xD

Scritto da: ale | 05/02/2011

ciao qnd pubblikerai il 19esimo cap nn sto piu nella pelle baciiiiiiiiii :)

Scritto da: alice cullen | 25/06/2011

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